Le foto di sabato 15 ottobre!

Questo omaggio dedicato a Caterina Paluzzi è stato uno speciale fuori programma di cui l’Associazione Culturale Libellula è particolarmente orgogliosa. E’ stato ideato infatti in modo estemporaneo, nell’ambito del laboratorio che il progetto Morlupo Città della Poesia 2016 dedica alla conservazione della memoria storica del territorio in collaborazione con il Centro Sociale Anziani di Morlupo puntando a coinvolgere un numero quanto più ampio di persone. Tutte le persone che hanno letto sabato 15 ottobre hanno un loro particolare rapporto con la figura della Venerabile di Morlupo e questo è stato reso possibile dalle sfaccettature del profilo di Suor Caterina ma anche dalla profondità del suo operato umano.  In un’epoca davvero molto difficile per le donne, Caterina Paluzzi, pur provenendo da umili origini, fu in grado di proteggere le altre, l’altro da sé, coniugando al femminile un binomio fondamentale che trova nel concetto del prendersi cura di qualcosa, di qualcuno, una visione di assoluta avanguardia. Dal canto nostro l’interesse che ci lega, come Fondo Librario di Poesia a questa donna straordinaria viaggia su due binari: il fatto che fu una scrittrice ante litteram, e lo testimoniano i brani del diario che abbiamo ascoltato in occasione dell’evento, e che tra mille difficoltà riuscì a creare a Morlupo tra il ‘500 e il ‘600, attraverso la fondazione di un Monastero, un luogo di promozione, tramite l’insegnamento del lavoro di tessitura, e protezione delle donne, a partire da quelle senza dote, cioè le più fragili. Ma le voci che abbiamo ascoltato sabato, compresa quella della stessa Caterina, ci  parlano soprattutto di una fede e di una spiritualità vissuta in modo così assoluto da rendere possibile soprattutto quello che sembrava e sembra tuttora impossibile. Un grazie speciale va al Vescovo Monsignor Romano Rossi per avere voluto questo incontro, al Parroco Don Vianey per l’ospitalità e la collaborazione, al Maestro Maria Chiara Fiorucci che con le note della sua arpa ha contributo in modo indimenticabile al racconto di una storia che non deve essere smarrita. Grazie infine al Circolo dei Lettori di Poesia, a Augusta Petrucci del Centro Sociale Anziani senza la quale nulla sarebbe stato possibile, grazie a Pierina De Mattia per i cenni sul processo di canonizzazione della Venerabile e a Michele Santoro per la sua bella lettura delle epistole scritte da Federigo Borromeo a Caterina Paluzzi. E infine grazie all’amministrazione comunale rappresentata sabato da Renato De Mattia.

 

 

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Prossimo evento sabato ottobre!

L’evento di sabato 15 ottobre dedicato a Caterina Paluzzi è uno speciale fuori programma di cui l’associazione Culturale Libellula è particolarmente orgogliosa.

E’ stato ideato infatti nell’ambito del laboratorio che il progetto Morlupo Città della Poesia 2016 dedica alla conservazione della memoria storica del territorio in collaborazione con il Centro Sociale Anziani. Nell’ambito di questo laboratorio, al fine di incrementare il valore testimoniale del Fondo Librario di Morlupo, sono organizzate, raccolte e archiviate le testimonianze orali, gli aneddoti più significativi relativi alla storia locale recente e passata. Ma chi era Caterina Paluzzi?

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Continua i laboratori MCP 2016!

Giovedì 13 ottobre alle ore 10, presso il Centro Libellula di Morlupo V incontro del Laboratorio di Scrittura Creativa in collaborazione con DSM – Dipartimento Salute Mentale della Laboratorio di Scrittura Creativa ideato nell’ambito del progetto Morlupo Città della Poesia 2016.

Nell’ambito della seconda edizione di questo laboratorio approfondiremo i contenuti proposti e positivamente accolti nell’edizione precedente del nostro progetto. Da quest’anno coloro che hanno preso parte inoltre parteciperan…no con i materiali prodotti a una sezione dedicata del Premio Letterario Morlupo Città della Poesia 2016. “La scrittura offre la possibilità di far luce sul mondo interiore, privato e su aspetti del sé che senza l’espressione della scrittura potrebbero rimanere inesplorati e inaccessibili. (…) Scrivere le proprie paure, annota Elisabeth Bing nel suo libro “Ho nuotato fino alla riga” significa esorcizzarle, esercitare su di esse un controllo. (…) Bing, insiste molto sull’efficacia terapeutica offerta dalla scrittura sostenendo con vigore che la scrittura crea un intervallo tra noi e le paure, le paure materializzandosi in un foglio possono essere osservate da lontano, diventare suscettibili di controllo depotenziandosi. (…) Il laboratorio diventa un luogo protetto in cui trovare la possibilità di esprimersi liberamente. Scrivere diventa occasione di elaborazione, una forma di cura, o autocura, che non sarebbe possibile nella solitudine”. Rosa D’Acunzio Psicoterapeuta DSM RM4 e Concetta Rotondo Psicoterapeuta Ass. Cult. Libellula.

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