17 dicembre ore 17 CERIMONIA DI PREMIAZIONE

sabato 17 dicembre alle 17

Palazzetto Borghese, aula consiliare

Se la poesia viene a cercarti …

cerimonia di premiazione e chiusura del progetto

Morlupo Città della Poesia 2016

PROGRAMMA

Conferimento premio Morlupo Città della Poesia per la traduzione e reading del libro vincitore

Conferimento premio Morlupo Città della Poesia per la poesia e reading del libro vincitore Premiazione e reading dei tre migliori elaborati realizzati nell’ambito del laboratorio di scrittura in collaborazione con il DSM del ASL RMF

Conferimento del premio Morlupo Città della Poesia Istituto Comprensivo “G. Falcone e P. Borsellino” – Morlupo

Concerto conclusivo del Coro del Buonumore Omaggio a Giuseppe Verdi

nell’ambito Libri Indipendenti In Mostra


L’evento conclusivo del progetto Morlupo Città della poesia 2016 che si terrà sabato 17 dicembre alle 17 presso Palazzetto Borghese, ci rende particolarmente orgogliosi di aver portato a termine un percorso importantissimo per noi. L’associazione culturale Libellula ha infatti realmente coniugato l’attenzione per la propria comunità a alcuni aspetti tra i più interessanti, offerti dalla cultura contemporanea indipendente. I laboratori e 8 eventi pubblici nel giro di 9 mesi di concerto al premio nazionale Morlupo Città della Poesia rivolto a poeti e traduttori, hanno dimostrato che si può conciliare l’inconciliabile rimanendo se stessi, cioè una piccola associazione culturale nata intorno a un fondo librario di poesia dedicato alla città di Morlupo.

 


LIBRI FINALISTI DEL SEZIONE TRADUZIONE

  • Philip Schultz  Erranti senza ali, a/c di Paola Splendore, Donzelli Poesia (traduttrici Maria Adelaide Basile, Fiorenza Mormile, Anna Maria Rava, Anna Maria Robustelli, Paola Splendore)
  • AA.VV.  La tesa fune rossa dell’amore, a/c di Loredana Magazzeni et al., La vita felice (traduttrici Loredana Magazzeni, Fiorenza Mormile, Brenda Porster, Anna Maria Robustelli)
  • Eleanor Wilner Tutto ricomincia, a/c di Fiorenza Mormile, Gattomerlino (traduttrici Maria Adelaide Basile, Fiorenza Mormile, Anna Maria Rava, Anna Maria Robustelli, Paola Splendore, Jane Wilkinson)
  • Gheorghe Vidican  3D – poesie 2003-2013, a/c Annamaria Ferramosca, CFR (traduttrici: Tatiana Ciobanu, Elena Todiras, Annamaria Ferramosca, Gabriella Molcsan)
  • Leyla Patricia Quintana Marxelly  Questo amore, più forte del tuo silenzio, a/c di Silvia Favaretto, Gilgamesh Edizioni

LIBRI FINALISTI DEL SEZIONE POESIA

  • Azzurra D’Agostino Quando piove ho visto le rane, Valigie rosse
  • Italo Testa  Tutto accadde ovunque, Aragno
  • Ilaria Seclì La sposa nera, Joker
  • Annamaria Ferramosca Trittici, ComPress
  • Rosa Gallitelli Selva creatura leggera, Passigli

EDITORI INDIPENDENTI IN MOSTRA: Del Vecchio Editore, Coazinzola Press, Formebrevi Edizioni, La biblioteca dei libri perduti, Edizioni Cofine

Il CORO DEL BUONUMORE: nato nel 2010, su una spiaggia dell’Adriatico, dove un gruppo di anziani del Centro Sociale di Rignano Flaminio trascorrevano le vacanze. Tra una chiacchiera e l’altra sotto l’ombrellone, è stato espresso il desiderio di non limitare il ruolo di anziano alle partite a carte o alla tombola. A quel punto qualcuno ha azzardato l’ipotesi di un coro.  Quello che salta subito agli occhi di chi ha avuto modo di vedere il “Coro del Buonumore” all’opera, è il legame speciale di simpatia e complicità che si è stabilito tra i vari membri. Il suo repertorio varia dalla musica classica alla musica folcloristica italiana. Dal 2014 è sotto la direzione artistica di Alessia Magalotti, cantante e insegnante di canto.

 

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26 e 27 novembre: due giorni da non perdere!

Due giorni per una visione del lavoro culturale ulteriore, specifica e indispensabile alla pluralità e all’approfondimento che la nostra contemporaneità richiede per essere compresa a pieno

 

sabato 26 novembre alle 16
Palazzetto Borghese, sala delle cerimonie
Il paziente crede di essere (GorillaSapiens Edizioni)
con Marco Giovenale
a cura di Paola Del Zoppo e Viviana Scarinci

domenica 27 novembre alle 17
Palazzetto Borghese, aula consiliare
La parola spezzata: traduttori, poeti e editori a confronto
A cura di Paola Del Zoppo e Riccardo Duranti Duranti
Nell’ambito presentazione de L’autistico e il piccione viaggiatore di Rodaan Al Galidi (Il Sirente) alla presenza del traduttore Stefano Musilli, finalista Babel-BooksinItaly 2016


Le due giornate del 26 e del 27 novembre che Morlupo Città della Poesia 2016 dedica a poesia, traduzione e editoria in collaborazione con STRADE-SLC Sezione Traduttori Editoriali sono un’occasione particolarmente significativa per l’Associazione Culturale Libellula, perché costituiscono una tappa fondamentale, di un percorso di senso condiviso, iniziato ormai da diversi mesi. Continua a leggere 26 e 27 novembre: due giorni da non perdere!

Le foto di sabato 15 ottobre!

Questo omaggio dedicato a Caterina Paluzzi è stato uno speciale fuori programma di cui l’Associazione Culturale Libellula è particolarmente orgogliosa. E’ stato ideato infatti in modo estemporaneo, nell’ambito del laboratorio che il progetto Morlupo Città della Poesia 2016 dedica alla conservazione della memoria storica del territorio in collaborazione con il Centro Sociale Anziani di Morlupo puntando a coinvolgere un numero quanto più ampio di persone. Tutte le persone che hanno letto sabato 15 ottobre hanno un loro particolare rapporto con la figura della Venerabile di Morlupo e questo è stato reso possibile dalle sfaccettature del profilo di Suor Caterina ma anche dalla profondità del suo operato umano.  In un’epoca davvero molto difficile per le donne, Caterina Paluzzi, pur provenendo da umili origini, fu in grado di proteggere le altre, l’altro da sé, coniugando al femminile un binomio fondamentale che trova nel concetto del prendersi cura di qualcosa, di qualcuno, una visione di assoluta avanguardia. Dal canto nostro l’interesse che ci lega, come Fondo Librario di Poesia a questa donna straordinaria viaggia su due binari: il fatto che fu una scrittrice ante litteram, e lo testimoniano i brani del diario che abbiamo ascoltato in occasione dell’evento, e che tra mille difficoltà riuscì a creare a Morlupo tra il ‘500 e il ‘600, attraverso la fondazione di un Monastero, un luogo di promozione, tramite l’insegnamento del lavoro di tessitura, e protezione delle donne, a partire da quelle senza dote, cioè le più fragili. Ma le voci che abbiamo ascoltato sabato, compresa quella della stessa Caterina, ci  parlano soprattutto di una fede e di una spiritualità vissuta in modo così assoluto da rendere possibile soprattutto quello che sembrava e sembra tuttora impossibile. Un grazie speciale va al Vescovo Monsignor Romano Rossi per avere voluto questo incontro, al Parroco Don Vianey per l’ospitalità e la collaborazione, al Maestro Maria Chiara Fiorucci che con le note della sua arpa ha contributo in modo indimenticabile al racconto di una storia che non deve essere smarrita. Grazie infine al Circolo dei Lettori di Poesia, a Augusta Petrucci del Centro Sociale Anziani senza la quale nulla sarebbe stato possibile, grazie a Pierina De Mattia per i cenni sul processo di canonizzazione della Venerabile e a Michele Santoro per la sua bella lettura delle epistole scritte da Federigo Borromeo a Caterina Paluzzi. E infine grazie all’amministrazione comunale rappresentata sabato da Renato De Mattia.

 

 

Sabato 10 settembre alle 18: Piccolo dizionario dell’inuguaglianza femminile

IV evento Morlupo Città della Poesia 2016

Piccolo dizionario dell’inuguaglianza femminile

di Alice Ceresa

legge alcune voci Ottavia Fusco accompagnata alla chitarra da Giovanni Palombo

Palazzetto Borghese, Sala cerimonie

Sabato 10 settembre alle 18

 

Cosa sono l’Amore, la Psicologia, la Moda e l’Apparenza? Soprattutto cos’è la Letteratura? E quella di un Paese come il nostro, chi la “fa” veramente? E dove si nasconde? “La letteratura vive in caverne tappezzate di libri e molto raramente esce allo scoperto (…)” scrive Ceresa in una delle voci del Piccolo dizionario “agisce in solitudine, non le si conoscono complici o amici, e svolge le sue alchemiche attività lontano dagli occhi di tutti (…) non parla mai ma soltanto scrive e abbisogna per esistere tutto sommato di niente altro di carta e penna oppure macchina da scrivere, a prescindere naturalmente dall’editoria che del resto se ne impossessa soltanto dopo che lei ha già fatto tutto.”

Questa lettura pubblica di alcune voci del “Piccolo dizionario dell’inuguaglianza femminile” che avrà luogo a Morlupo sabato 10 settembre alle ore 18, apre un mese molto speciale che noi del progetto Morlupo Città della Poesia 2016, abbiamo voluto completamente dedicare alle donne culminando il 24 settembre alle ore 18, presso Palazzetto Borghese, con un altro evento d’eccezione, dedicato a una delle protagoniste della cultura italiana, tra le più impegnate, nell’ambito della diffusione e promozione della scrittura e dell’arte femminile: Anna Maria Crispino, direttrice della rivista Leggendaria, scrittrice, giornalista e editrice con la quale avremo l’opportunità di dialogare pubblicamente su tutto ma sempre e comunque partire da un punto di vista squisitamente femminile.

Chi meglio di Alice Ceresa poteva aprire questo mese ricchissimo di incontri, scambi, idee? Sono pochi, i libri di Alice Ceresa, e scritti senza la preoccupazione di farsi pubblicare. Come autrice si fece notare in ambito critico fin dagli anni Settanta. Il suo primo romanzo “La figlia prodiga” edito nel 1967 nella storica collana einaudiana “La ricerca letteraria” si aggiudicò Premio Viareggio Opera Prima. La tensione sperimentale delle sue opere collega il lavoro di Ceresa alla scrittura di ricerca e al Gruppo 63. La Società Italiana delle Letterate sta attualmente curando un volume in via di pubblicazione proprio sulla scia delle voci de “Il piccolo dizionario dell’inuguaglianza femminile”.

E’ soprattutto l’ironia di cui sono intrise le pagine del “Piccolo dizionario”, scritte con un linguaggio quasi amministrativo a tratti verosimilmente burocratico a smascherare attraverso i propri stessi cliché, quello che l’autrice chiama “il pensiero imitativo”, attraverso il quale le parole quotidiane e massmediatiche, i comportamenti ma anche le definizioni di un ipotetico dizionario universalmente condiviso da tutti fino a ieri, possono oggi, sembrare ingannevoli, come denuncia magistralmente Ceresa, con il sorriso sulle labbra. Ironica e mai militante, per Alice Ceresa, la militanza è cosa che non compete alla letteratura “Per fascinosa che possa essere la tua formula di un esistenzialismo al femminile o femminismo esistenziale, temo proprio che non ho cercato per niente di erigere la condizione della donna a emblema della condizione umana.” Dichiarava Alice nell’autunno 1991, alcuni anni prima di pubblicare il “Piccolo dizionario” a The review of contemporary fiction “Se è per questo tutte le condizioni umane sono emblematiche della condizione dell’umanità”.

Un grazie particolare va a Barbara Fittipaldi che ha fortemente voluto celebrare la scrittura di Alice Ceresa attraverso la partecipazione di due protagonisti d’eccezione: Ottavia Fusco attrice televisiva, teatrale e cantante, nonché conduttrice radiofonica, più volte rappresentante e ambasciatrice della cultura italiana. E Giovanni Palombo è uno dei chitarristi acustici più noti e rappresentativi dell’attuale scena musicale italiana. Le sue composizioni sono tese a valorizzare le proprie radici culturali in un contesto che, avvalendosi in parte del linguaggio jazz, ribadisca sempre la propria solida collocazione etnica con la vocazione tutta italiana verso la melodia e la cantabilità dei temi musicali.

A presentare l’evento, volto alla valorizzazione della letteratura femminile, l’Associazione Culturale Libellula e il Fondo Librario di Poesia Contemporanea di Morlupo, con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, il patrocinio e il contributo del Comune di Morlupo e di Strade – Sindacato Traduttori Editoriali.

Il terzo evento tra poesia e teatro!

Sabato 30 luglio, sulla piazza principale di Morlupo, sono andati in scena a seguire due spettacoli teatrali estremamente diversi tra loro ma con alcuni insospettabili punti di contatto. Ad aprire la serata L’amore è una bestia cronica, terzo evento del progetto Morlupo Città della Poesia 2016, a chiuderla Preparami … Un Kebab messa in scena, curata e patrocinata dalla Proloco di Morlupo. La compagnia teatrale Dietro le quinte, diretta da Claudio Rotunno, si è cimentata nell’ambito del primo spettacolo, in una rielaborazione, sotto forma dialogica, di alcuni testi poetici selezionati insieme nell’ambito del Fondo Librario di Poesia di Morlupo. Il tema, quello intramontabile dell’amore, l’idea portante, quella dell’eterna disputa tra maschile e femminile. Lo stesso Rotunno e la bravissima Beatrice Miozzi hanno saputo dare voce sia a brani conosciuti che meno frequentati, con il merito di realizzare attraverso le loro fisicità, un contatto tra il pubblico e la poesia che non si realizza facilmente, proprio per via del pregiudizio che i versi siano qualcosa di estraneo o lontano dalla vita della maggior parte delle persone. Per cui spesso per questi, non si cerca la piazza o in ogni caso l’ascolto di una comunità che non sia la nicchia degli appassionati o quella degli addetti ai lavori.

C’è da chiedersi poi, come abbia fatto, un gruppo di giovani attori, come quello rappresentato dalla compagnia Dietro le quinte (Giada Manetta, Beatrice Miozzi, Riccardo Boschi, Nicolò Di Federico e Claudio Rotunno) a risultare estremamente convincente sia nell’ambito di uno spettacolo come L’amore è una bestia cronica che nell’ambito spassoso e diversissimo della commedia seguente, Preparami.. Un Kebab. Probabilmente perché tutti gli attori di questa compagnia sono bravi. Probabilmente perché Claudio Rotunno, l’ideatore di entrambi gli spettacoli, è partito dal presupposto che tutte e due le messe in scena dovessero rivolgersi direttamente a ogni spettatore, ideando proprio attraverso l’oralità, incisi, esortazioni, parentesi che a ogni svolta narrativa, richiamassero in causa l’attenzione del pubblico.

Sabato sera, assistendo a entrambi gli spettacoli, non ho potuto fare a meno di ricordare le parole di Ida Travi ne L’aspetto orale della poesia “Il sistema legato all’oralità è un sistema vivente e produce un’opera fuggevole, e cioè viva. Traccia solchi tanto più sensibili, quanto si inoltra nella sofisticata natura umana”. Ciò è assolutamente vero e fondamentale da ribadirsi, soprattutto in poesia e nel teatro allo stesso modo, sia che si tratti di una lettura interpretativa di tipo attoriale, come ha dimostrato quella degli attori di Dietro le quinte, sia che si tratti di un incontro in cui siano la lettrice e il lettore comuni, a condividere pubblicamente la propria esperienza poetica soggettiva. In questo senso il Fondo Librario di Morlupo, ha il privilegio, già da diversi anni, di condurre una ricerca condivisa, per così dire, sul campo. L’esperienza delle letture pubbliche del Circolo dei Lettori di Poesia di Morlupo nasce nel 2013 e ha già coinvolto felicemente, anno dopo anno, la comunità, come nel caso recente dell’intensa lettura delle parole della mistica Caterina Paluzzi, avvenuta presso Santa Maria al Borgo, lo scorso giugno. Sono queste esperienze condivise in ambito cittadino, ciò che noi di Libellula, crediamo possa costituire un vero e proprio patrimonio comune. E adesso, a queste, si va ad assommare, quella che ha avuto luogo sabato 30 luglio, anche grazie alla sempre maggiore cooperazione e coinvolgimento del Comune di Morlupo e di tutte le forze vive e operanti sul nostro territorio, che sono moltissime. Grazie quindi al Comune a alla Proloco per questa emozionante possibilità offerta al Fondo Librario di Morlupo. Grazie alla Parrocchia S. Giovanni Battista e all’amichevole presenza di Don Vianey, grazie ai ragazzi dell’Archicino per la collaborazione. Ma soprattutto grazie a Claudio Rotunno, a Beatrice Miozzi e alla compagnia teatrale Dietro le quinte per questa lettura “alternativa” di testi poetici fondamentali che devono essere intesi come patrimonio di tutti. E sabato sera grazie a loro, lo sono stati un po’ di più.

III Evento 30 luglio alle 21:30

Terzo evento Morlupo Città della Poesia 2016
Il Fondo Librario di Poesia di Morlupo

presenta

L’amore è una bestia cronica

Uno spettacolo di Claudio Rotunno con Beatrice Miozzi

“Tra sacro e profano da Ovidio a Alda Merini  da Dante a Angela da Foligno un dialogo tra femminile e maschile due millenni di poesie d’amore e un testo di Viviana Scarinci”

 Piazza Armando Diaz

sabato 30 luglio alle 21,00 a Morlupo RM

 Chi scrisse la prima poesia? Potrebbe sorprendere che fosse una donna, una donna sumera, il suo nome era Enheduanna. Visse tra il 2285 e il 2250  a.C., Enheduanna è il più lontano autore noto al mondo, le cui opere sono state scritte in caratteri cuneiformi oltre 4300 anni fa. Inizia da qui il dialogo poetico tra poesia femminile e maschile che la compagnia teatrale Dietro le quinte offre attraverso l’interpretazione di alcune tra le poesie d’amore più belle della letteratura di tutti i tempi custodite nel Fondo Librario di Poesia.

L’idea del Fondo Librario nasce a Morlupo nel 2011, dalla necessità di creare un luogo in cui possano convergere e essere consultabili i libri di poesia, che sono i più difficili da leggere e i più difficili da trovare in libreria. E attorno a questo luogo, creare iniziative per far vivere i libri, raccontandoli, facendoli conoscere. Da allora il Fondo Librario ha proposto importanti incontri di respiro internazionale, come quello con la poetessa finlandese Aino Suhola, con il poeta sudafricano Mario D’Offizi e con la poetessa brasiliana, candidata Nobel, Marcia Theophilo. L’Associazione Libellula, con l’apertura del centro culturale omonimo, ha pensato la raccolta di un Fondo Librario di Poesia anche come uno spazio che fosse accessibile a tutti e Biblioteche di Roma ha sancito quest’iniziativa attraverso il patrocinio concesso nel 2012. Con il progetto Morlupo Città della Poesia, quest’anno alla seconda edizione, è stato indetto un premio letterario, a partecipazione gratuita, che rivolgendosi agli autori e ai traduttori dei libri di poesia avesse lo scopo di incrementi il valore testimoniale del Fondo attraverso l’acquisizione di un sempre maggiore numero di testi.

Questo terzo evento Morlupo Città della Poesia intende celebrare quello da cui tutto ciò è nato, ossia l’amore per quell’arte immortale che è la parola poetica “La poesia per un attore è una prova doppiamente avvincente – spiega Claudio Rotunno ideatore dello spettacolo e interprete – si tratta di restituire ai versi tutta l’emozione di cui sono portatori, proponendo al pubblico e alla nostra comunità, queste meravigliose parole che fanno parte del vissuto di ciascuno di noi.”

A presentare l’evento, volto alla promozione del Fondo Librario di Poesia di Morlupo, l’Associazione Culturale Libellula in collaborazione con la compagnia teatrale Dietro le quinte e con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, il patrocinio e il contributo del Comune di Morlupo e di Strade – Sindacato Traduttori Editoriali.

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Chi era Caterina Paluzzi?

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Evento nell’ambito delle iniziative volte alla conservazione e alla promozione della memoria storica locale, in collaborazione con la Diocesi di Civita Castellana e  il Centro Sociale Anziani di Morlupo 


di Viviana Scarinci

stavo in orazione: mi parve di essere pigliata e di essere alzata da terra e io spaventata un poco ebbi paura che non fosse il demonio che così volesse ingannarmi (…) la notte mi sognai che venivano due volando, sebbene io non vidi che avessero ali, ma vidi che venivano dal cielo e volessero pigliarmi e io stavo pensando chi fossero e mi parve di sentire che erano venute tutte e due per impararmi a volare

Francesca Paluzzi, in religione Caterina, nacque il 7 marzo 1573 nel feudo Orsini di Morlupo. Secondogenita degli otto figli di Pietro e di Ortensia Giorgi, analfabeta fino all’adolescenza, presto orfana, prese su di sé, ancora giovanissima, la responsabilità del mantenimento dei fratelli. A 17 anni, pur rimanendo a vivere nella casa dei genitori come capofamiglia, divenne terziaria domenicana con il nome di ‘suor Caterina di Gesù e Maria’, in onore di Santa Caterina da Siena.

io che non avevo prudenza e carità gli risposi che bona era la parte di Marta, ma ottima quella di Maddalena e che poi ero risoluta di servire a Dio anche se mi fossi ritrovata in Turchia; e che loro mi avessero aiutata; che se io non faceva bene per me; non ci sarebbe stato chi ne avesse fatto (…) Da lì a poco morì mia Madre e poco dopo di lei morse mio Padre e a me rimase la cura di casa con otto loro figlioli, quattro maschi e quattro femmine e io ero la prima sebbene uno dei maschi era prima di me. Dio sa se ebbi da fare.

Tuttavia da molto prima di allora Francesca, pur avendo le idee molto chiare rispetto alla difficoltà della sua condizione, maturava un sogno del tutto improbabile e per di più, dall’età di dieci anni, aveva delle “visioni” che la prostravano o la esaltavano, a seconda, lasciandola comunque sconcertata. Continua a leggere Chi era Caterina Paluzzi?